Salvini ha fatto centro!

Fin dal periodo pre-elettorale era chiara l’intenzione di Matteo Salvini di aumentare i suoi consensi e, un qualche giorno, superare Berlusconi ed ottenere il ruolo di Capo del Governo. Oggi quell’impresa degna dei più grandi strateghi politici è sempre più alla portata di mano e, a differenza di Berlusconi nello scorso decennio, Salvini sa di poter trarre nuovi e grandiosi benefici dalla gongna mediatica cui è sottoposto.

Fin da quando, nello scorso Marzo, ha avuto inizio l’iter del nuovo Governo il Ministro dell’interno ha deciso di spingere il piede sull’acceleratore cercando in ogni modo di giungere ad uno scontro con le istituzioni che non condividevano la Sua visione delle cose, prima tra tutte la stessa magistratura. Era evidente che, volendo gli italiani la figura dell’uomo forte, Salvini, se  avesse voluto ottenere il consenso, avrebbe dovuto comportarsi da tale. Essere poi il messia delle politiche nazionaliste ed anti-immigrazione ha rappresentato la sua fortuna. Il popolo aveva bisogno di nuove e vigorose lusinghe dopo gli anni di sacrifici importi a seguito della crisi finanziaria del 2008. Era assolutamente prevedibile la nascita di una figura a Lui somigliante, semplicemente mancava il come e il quando, il perché era già da tempo scritto tramite il fallimento della sinistra nel saper canalizzare la fiducia popolare.

Matteo ha fatto della sicurezza il suo vessillo, dei migranti il nemico interno e dell’Unione il potente nemico esterno; tutto ciò in un periodo storico in cui parlare di fascismo rappresenta ancora un tabù.

Esistono due tipi di politici corrotti, quelli che si vendono ai poteri forti e quelli che si vendono al Potere stesso.

E’ opinione comune che, ad esempio, Matteo Renzi faccia parte della prima schiera ma io dico, quelli della seconda sono molto più pericolosi. Salvini rappresenta questi ultimi, le sue tinte autoritarie ne sono la dimostrazione. Il suo vero scopo non è il bene del popolo e/o delle persone ma, bensì quello di se stesso,  la gestione dell’emergenza nel Mediterraneo ne è la dimostrazione.

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Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini si compiace del successo della cooperazione con il Governo di Tripoli in merito all’emergenza dei migranti

Come dimostrato dall’UNHCR il numero delle morti in mare per n. di migranti salvati è aumentato passando da 1 su 49, nello scorso anno, ad 1 su 31 dall’inizio del 2018. Ovvero dal 2% a più del  3%. Non fatevi ingannare dalle percentuali quel misero +1% equivale a circa 660 persone morte che si sarebbero potute salvare rispetto ai dati di questo periodo. Questo sarebbe in primo luogo dovuto dal fatto che, passando la gestione in mani Libiche, i trafficanti di esseri umani che hanno legami e spesso sono anche uomini del Governo hanno cambiato il loro piano d’azione. Ora ad essi risulta più conveniente evitare che le imbarcazioni superino il confine delle acque territoriali libiche preferendo dotare i migranti di zattere appositamente congegniate affinché affondino molto presto, prima di giungere al confine. Questo infatti permette agli stessi uomini al potere di duplicare o triplicare i profitti aumentando il numero di viaggi medi richiesto per giungere incolumi in Europa infatti per ogni barcone affondato vi saranno altri viaggi pagati dagli stessi naufraghi nel disperato tentativo di giungere finalmente in suolo Italiano. E’ una situazione conveniente a tutti, tranne a chi più di diritto ed ovvero gli stessi esseri umani che perdono sempre più spesso le loro vite in mare.

Seppur i naufragi e le annesse statistiche siano facilmente reperibili da chiunque, Matteo continua la sua astuta campagna di disinformazione pubblicando ingannevoli post atti solo ed unicamente ad alimentare il fuoco del consenso.

Il caso stesso della nave Diciotti è stato un enorme trionfo mediatico che santificherà ancora un volta e sempre di più il signore del populismo autoritario. Si prospetta addirittura una violazione di competenza territoriale da parte del pm di Agrigento sulla magistratura di Catania per cui le accuse potrebbero cadere senza bisogno di alcun processo (questa è una delle ipotesi prese  in carico dalla procura di Palermo). Il fatto ancora più inquietante è che a Matteo non interessa nulla delle istituzioni, questo si può notare in vari modi, anche dalle affermazioni messianiche dell’ultimo periodo. Tra queste l’aver annunciato pubblicamente di rinunciare alla propria immunità parlamentare ne è un chiaro esempio, seppur nascosto da quel velo romantico e titanico dell’uomo che solo resiste alle angherie dei suoi “aguzzini”. Salvini dovrebbe essere il primo a far valere le proprie prerogative che, non dimentichiamocelo mai, sono dei diritti conquistati per la prima volta  con il “Bill of rights” in Granbretagna nel 1689 come forma di protezione nei confronti della prima insindacabile volontà del Monarca. L’origine di questo diritto è legata a doppio filo con quella delle libertà individuali, prima fra tutte la libertà di parola ed espressione. Rinunciare a questo significa rinunciare allo Stato di diritto.

Salvini sostituisce l’immunità parlamentare con l’immunità consensuale.