Come si demolisce la democrazia, mattone dopo mattone

Istinti antidemocratici

Fondamentalmente esistono tre attitudini umane che la socialdemocrazia non può e non vuole tollerare, se lo facesse presto perirebbe. Queste attitudini sono: la violenza, contrapposta all’offesa, il desiderio di sicurezza, contrapposto alla libertà e il razzismo che si contrappone all’eguaglianza. Inoltre queste tre neglette abitudini del genere umano tranquillamente si mescolano e contaminano a vicenda così ad esempio la violenza assieme alla discriminazione crea l’intolleranza la quale è massimamente nociva per lo spirito democratico che si fonda sul dialogo. Se la violenza si unisce alla insicurezza, invece, si genera lo squadrismo che, occorre ricordare, è altro dal cosiddetto “monopolio della coercizione legittima” poichè implica che l’uso della violenza venga attuato da individui che non si identificano con lo Stato. Lo spirito di cameratismo che si contrappone all’individualismo moderno nasce a sua volta quando gli individui, che si sentono insicuri, decidono di unirsi in virtù di una “mutua fiducia

fascismo
Studenti fascisti picchiano un’altro studente

Come ogni bravo esperto di marketing qualsiasi individuo e/o gruppo organizzato che voglia prendere il potere e istituire un regime antidemocratico ha necessariamente bisogno di due ulteriori cose. Dall’assunto per cui tutti gli esseri umani rispondono all’unica legge della domanda ed offerta, colui che voglia ottenere il massimo potere deve far si che le proprie proposte rispondano ad un bisogno effettivo dei cittadini e, se tale bisogno non esiste, egli lo deve creare. Se ci sentiamo, generalmente al sicuro, bisogna allora far leva sulle nostre paure più profonde, quelle insite nel nostro DNA.

Abituati per millenni e millenni a vivere in tribù localizzate con una rigida linea di demarcazione tra “noi” e “loro”, la “paura del diverso” accorre subito in soccorso a chi voglia diventare Tiranno. Il razzismo dunque è il presupposto fondamentale dell’insicurezza e del conseguente “bisogno di sicurezza“. Inoltre, senza la discriminazione, difficilmente un individuo diventerebbe violento nei confronti di un’altro che considera unsuo pari“. Il razzismo è dunque il collante delle altre due attitudini rischiose.

Infine è necessario monopolizzare il settore poichè solo in questo modo si può giungere al potere assoluto che si piazza dalla parte apposta dello spirito democratico.


Delegittimare le istituzioni democratiche

Esistono due fondamentali metodi attraverso i quali le istituzioni possono essere delegittimate ma, prima, vediamo brevemente cosa si intende per “istituzione sociale“. Secondo Durkheim il primo modello religioso fu il “totemismo” il quale, a nostro avviso, ben rappresenta il concetto stesso di istituzione. Secondo il sociologo ottocentesco la società nel suo insieme veniva legittimata e tenuta insieme da una certa carica spirituale,  la società legittimava se stessa mascherandosi nella religione – bisogna considerare che il nostro costrutto del termine “religione” appartiene all’eredità delle fedi monoteiste ma, esse non rappresentano che una particolare determinazione sorta per la prima volta circa 3.370 anni fa in Egitto con il culto esclusivo del Dio Aton come evoluzione del sistema politeista-. L’umanità per secoli visse sotto religioni animiste, politeiste, dualiste ( il culto di Zarathustra ad esempio) etc.

Totem
Totemismo

Il totemismo si riassume con il dare ad un oggetto una qualitàoltreumana” – ma non per forza sovrannaturale-. Religioni come il “buddismo” o “l’epicureismo” nacquero senza grandi pretese ed interessi verso le divinità, il fatto di identificare un credo per il suo essere “sovrannaturale” è solo un’inganno prodotto dal lascito delle fedi monoteiste come il cristianesimo. La maggior parte delle religioni nacquero come spiritualismo naturale: i nostri antenati adoravano un corso d’acqua, un’animale, un albero etc.

Ritornando a noi, si può ricorrere a vari metodi per delegittimare una istituzione – nell’accezione spirituale da noi posta- i quali variano in base all’epoca e alle necessità storiche. Con l’avvento della modernità si è creato un nuovo esoterismo religioso: l’umanesimo rinascimentale che si fonda sull’assunto antropocentrico per cui l’uomo è un essere superiore. Successivamente, nel corso del ‘600 e ‘700, l’umanesimo si è evoluto in varie forme e la socialdemocrazia odierna si fonda su due principali filoni: il giusnaturalismo che attribuisce all’uomo dei “diritti naturali” (proprietà, vita etc.) e il “socialismo” che da Rousseau oggi ha prodotto il lascito fondamentale per cui “gli uomini nascono eguali e sono tali difronte alle legge“.

Godfrey_Kneller_-_Portrait_of_John_Locke_(Hermitage)
Ritratto di John Locke, di Godfrey Kneller

Inoltre, rivendicando un ruolo di primo ordine all’essere umano, il concetto di “carisma” ha ottenuto una importanza sempre maggiore: siccome queste nuove “verità” giungono dal pensiero di altri esseri umani, affinché noi crediamo in questi assunti, noi dobbiamo anche credere in queste persone. Spesso, poi, la fede in questi individui giunge dal fatto che essi si rifanno al pensiero logico matematico che è il vero protagonista della nostra epoca. Tutto ciò che è scientifico è vero e viceversa.

Esistono dunque due metodi per screditare i nostri valori democratici, secondo la visione appena esposta:

  • Delegittimare i filosofi, i saggi e gli studiosi da cui derivano i nostri valori e principi. Attaccare quindi il loro carisma, la loro capacità di essere creduti dalla gente, descrivendoli come “nemici del popolo” etc. Ad esempio nella Germania nazista del “Bücherverbrennungen” – rogo di libri-, non aveva alcuna importanza la fondatezza delle tue tesi, la bontà del tuo pensiero, nel caso fossi stato un ebreo. Automaticamente tutto il tuo lavoro veniva irrimediabilmente screditato.
  • Delegittimare i principi stessi.

Spesso appare essere impossibile screditare i grandi del passato, seppur noi non crediamo più negli ideali di conquista romani, nessuno si sognerebbe mai di dire che Giulio Cesare non era una grande persona, un grande generale etc. Tutti, o quasi, hanno una visione positiva della sua figura seppur nessuno crede più nei suoi valori. É dunque necessario ricorrere alla seconda metodologia che viene abilmente descritta da Platone nel “Politico”. Occorre semplicemente affermare, in virtù del mutamento delle condizioni fondamentali – dei bisogni dei cittadini-, che quei valori e quelle istituzioni sociali sono ormai inefficienti e dovrebbero cadere in disuso. Tutto questo dichiarando di essere i detentori dell’unica verità. La delegittimazione dei principi non passa quindi per una loro critica sostanziale bensì dalla constatazione della loro inefficienza al presente. A volte, ovviamente, queste due metodologie si saldano ed uniscono in un unico sistema discriminatorio come avvenuto nel nazismo in cui la critica agli studiosi ebraici si saldava con l’idea per cui certi principi liberali fossero stati soppiantati delle teorie scientifiche del Darwinismo sociale.


Nella prossima puntata descriveremo la situazione della democrazia al presente, parlando della sua indubbia crisi esistenziale.


background-1995005_960_720

Agire Comunicando è alla ricerca di articolisti, persone brillanti e capaci che si interessino di cultura e attualità. Offriamo la possibilità di pubblicare i propri pensieri su questa piattaforma online gratuitamente. Se sei interessato/a a questo progetto, visita questa pagina, ti stiamo aspettando!