“Bel paese” d’un tempo che fu

“Bel paese” d’un tempo che fu

L’espressione “Bel paese” viene utilizzata nel linguaggio comune come sinonimo per Italia. Tale uso evidenzia un’accezione più che positiva che è solita essere attribuita alla nostra nazione in merito a vari fattori come: la ricchezza del patrimonio storico e culturale, l’ospitalità delle genti, il clima mite e, infine, la fertilità del suolo che da secoli si mostra benevolo all’uomo. Bisogna sottolineare quest’ultima caratteristica poiché, in una società di origini agricole, la prosperità della terra rappresenta un fattore chiave per la fioritura culturale del paese.

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Sul piano etnologico ogni racconto mitico sull’età dell’oro si rivolge a tale, fondamentale, condizione. Così Platone nel “Politico” racconta che, durante quest’epoca aurea, gli uomini nascessero dalla terra mangiando i frutti che spontaneamente nascevano dagli alberi senza alcun intervento umano. I primi nomadi che decisero di stabilirsi sedentariamente in un luogo, ben prima della rivoluzione agricola, furono dei pescatori che costruirono villaggi lungo le rive dei fiumi per poter disporre di nutrimento per tutto l’anno. L’abbondanza è dunque il requisito primario affinché si parli di Italia come “Bel paese” e, di abbondanza, l’Italia non ha mai scarseggiato.

La Sicilia è stata per secoli il granaio dell’antica Repubblica romana – prima di cedere il passo all’Egitto, un territorio molto più vasto-.  Il primo uso del termine si attesta nella Divina Commedia (Inf. XXXIII, 80) a rimarcare la differenza tra l’Italia, il “Bel paese“, e Pisa “vituperio de le genti” – vergognoso disonore dei popoli italici-. La città era infatti colpevole di aver decretato una disumana condanna al Conte Ugolino, quella di morire di fame -non a caso- assieme alla sua discendenza rinchiuso in una torre.

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Oggi l’Italia affronta una crisi climatica talmente grave che, in futuro, potrebbe veramente far perire di stenti, sete e fame la nostra progenie. Anche a seguito di altre emergenze: economiche, istituzionali ed umanitarie, l’espressione “Bel paese” rischia di diventare, secondo l’accezione baumiana, una vera e propria retrotopia.

Secondo uno studio del Cnr¹ lo scorso 2017 è stato, a livello termometrico, il quarto più caldo dal 1800 mentre, in relazione al livello delle piogge, il primo. Rispetto al trentennio 1971-2000, le piogge sono risultate del 30% inferiori². Il riscaldamento globale produce dunque periodi estivi di grande siccità, soprattutto al sud, dove si concentrano più del 40% delle zone a rischio desertificazione. In generale circa un quinto del paese rimane a rischio con la previsione di un ingente aumento delle temperature, entro la fine del secolo, tra i 3 e i 6 °C³. La Coldiretti, in uno studio pubblicato il 17 luglio 2017, ha quantificato i danni provocati dalla siccità a circa 2 miliardi per il settore agricolo, tra le regioni più colpite non sorprende la Campania con oltre 200 milioni di esternalità che hanno portato la Regione a richiedere lo stato di emergenza¹¹.

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Il surriscaldamento globale inoltre ha l’effetto di innalzare il livello dei mari a seguito dello scioglimento dei ghiacciai causato dalle emissioni di gas serra provocate delle rampanti politiche industriali. Questo aumento del livello medio delle acque rischia, secondo una ricerca pubblicata nella rivista scientifica “Quaternary International”, di sommergere le città costiere del “Bel paese” come Venezia e Ravenna. Altri studi quantificano a 290 milioni i danni arrecati dall’innalzamento dei mari alla città di Napoli entro la fine del secolo¹².

Se alcuni paesi del Nord del mondo potrebbero giovare degli effetti del cambiamento climatico grazie ad un clima più temperato, l’Italia è a rischio estinzione. Nel recente passato non è stato raro che lembi di terra che collegavano i continenti venissero sommersi dalle acque come è avvenuto per la “Beringia”¹³ al termine dell’ultima glaciazione. L’Italia, in tal caso, non sarebbe un’eccezione ma la regola.

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Note e sitografia

¹Consiglio Nazionale delle Ricerche

²Consiglio Nazionale delle Ricerche, “https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-7807/isac-cnr-2017-anno-piu-secco-degli-ultimi-due-secoli“.

³WWF, “http://www.wwf.it/news/notizie/?31300/Giornata-Mondiale-desertificazione“.

¹¹SkyTg24, “https://tg24.sky.it/cronaca/2017/07/17/siccita-coldiretti-agricoltura-perde-2-miliardi.html“.

¹²La Repubblica, “http://www.repubblica.it/ambiente/2017/03/02/news/clima_venezia_sott_acqua_entro_il_2100-159621482/

¹³Beringia, Lembo di terra che collegava anticamente la Siberia con l’Alaska


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