Scommetto che non lo sapevi: “La storia del ragazzo rinchiuso…”

Clennon Washington King Jr.

Figure-134.-King-Clennon.jpgPrimo uomo di colore che concorse per la Presidenza del Stati Uniti nel 1960 per il “Partito Indipendente Afro-Americano”. La sua stupefacente esperienza dev’esserci da monito al fine di comprendere quanto pervasivo sia il razzismo etnico a livello sociale. Quello che pochi sanno è che Clennon venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico poichè nel 1958 fece richiesta per essere ammesso alla Università del Mississippi e il giudice, durante la sentenza, affermò che una persona di colore dovesse essere pazza per credere di essere ammessa. Vorrei spostare l’attenzione sul luogo della detenzione: un ricovero. La coscienza collettiva americana degli anni ’50 interpretava la superiorità bianca alla stregua di un tabù sociale talmente radicato che, seppure la schiavitù fosse stata abolita da cento anni, faceva si che chi non vi si conformasse venisse visto come un “malato mentale”. Questo è uno dei tanti esempi che dimostrano il collegamento tra il “reietto“, il “nevrotico” e viceversa: chi vive al margine della società rischia di non conformarsi con gli standard socialmente accettati ma allo stesso modo non può e non deve essere altro. Un emarginato resta tale. Così ad esempio per lungo tempo le persone affette da nanismo dovevano anche comportarsi da stupide per essere accettate, famosi erano i “nani di corte” durante il Medioevo tant’è che venivano chiamati anche con il termine di “buffone”. Senza però scomodare le persone affette da questa patologia basta osservare come venivano trattate le donne in passato, i movimento femministi all’inizio venivano visti come qualcosa di “perverso” o “contro natura”. Oggi questa riflessione potrebbe essere fatta per le comunità LGBT.


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