Scommetto che non lo sapevi n.2

NELL’ANTICA ROMA I RAPPORTI D’AMORE AVVENIVANO TRA L’UOMO E LE SUE CONCUBINE. ALLA MOGLIE SPETTAVA…

roma-sesso.jpg


Nell’antica Roma il rapporto tra marito e moglie spesso mancava di qualsivoglia eros e pathos, i due nella maggior parte dei casi erano frutto di un matrimonio combinato in funzione della discendenza. La moglie, dunque, serviva solo per la riproduzione. Ella si metteva nella posizione del “missionario” per facilitare il concepimento e doveva restare in silenzio senza muoversi per tutto l’atto. Le donne dovevano infatti giungere vergini al matrimonio per cui, tutte le nozioni sul sesso le avrebbero dovute imparare dal marito, dimostrare troppo “piglio” avrebbe tradito la loro fiducia facendo credere all’uomo che non fosse giunta vergine al matrimonio o, nella peggiore, avesse commesso adulterio. Marziale ci racconta che marito e moglie facessero l’amore “al buio, vestiti e in silenzio senza abbracci focosi” ( Alberto Angela, “Amore e sesso nell’antica Roma“- acquista qui). Con le concubine invece la situazione si rivoltava, la donna poteva prendere l’iniziativa e anzi, forse comandava anche lei i ritmi e i tempi dell’atto sessuale. Ovviamente, nella società maschilista romana, tali incontri dovevano rimanere segretamente nascosti, infondo il buon costume vietava anche il bacio in pubblico, figuriamoci il resto!