L’Italia: un pese di egoisti cialtroni

Dovremmo tutti ringraziare in ordine: il popolo, gli intellettuali e le istituzioni, in sostanza i nostri cittadini che, in questi momenti di crisi istituzionale, finanziaria e culturale non fanno altro che continuare e delegittimare il paese tutto, ovviamente, a fini personali. Parafrasando Indro Montanelli in un’intervista:

Per l’Italia non vedo futuro, per gli italiani un domani radioso.

Ritengo che sia in qualche modo insito nel DNA nostrano quella faziosità e dimenticanza per il passato che ci contraddistingue – unita ad una buona dose di superficialità ed irresponsabilità-. Winston Churchill diceva:

Gli Italiani perdono le partite di calcio come fossero guerre e perdono le guerre come fossero partite di calcio

Ci siamo sobbarcati, quasi esclusivamente, di tutto il peso della gestione dell’accoglienza dei migranti durante tutto il periodo successivo alla primavera araba che, destabilizzando la situazione nel Nord-Africa e in Medio-Oriente, è stata alla base degli odierni flussi migratori. Io ritengono che, seppur sarebbe stato necessario modificare gli accordi di Dublino per una migliore gestione europea della crisi, l’Italia non poteva e non doveva fare altrimenti. Il diritto alla vita e all’accoglienza di coloro che scappano da guerre, crisi economiche, fame o che si muovo in virtù del solo ed unico desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita dovrebbero essere considerati dei diritti inalienabili dallo Stato Italiano in quanto, garantire ciò, sarebbe un dovere morale, prima che giuridico, in virtù del nostro passato da 20 milioni di emigrati sparsi per il mondo.

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IMMIGRATI ITALIANI IN SVIZZERA, 1970 CIRCA.

Inoltre non esiste alcuno studio che gli immigrati possano danneggiare l’economia ma, anzi, in realtà l’economia di un paese ne risentirebbe positivamente – per non parlare del dramma demografico italiano-. Il fatto è che fino alla scorsa legislatura ci siamo comportati impeccabilmente, certò avremmo dovuto far sentire di più la nostra voce a livello europeo ma, d’altro canto, ci siamo comportati più umanamente, responsabilmente e dignitosamente di tutti gli altri Stati che, egoisticamente, hanno chiuso le frontiere come l’Ungheria di Viktor Orbán – per citarne uno-.

Ora individui come Matteo Salvini hanno già indelebilmente compromesso la nostra reputazione a livello internazionale. Il nuovo Governo ha dato l’occasione, alle altre nazioni, di continuare ad aggirare le contrattazioni per una soluzione condivisa di maggior collaborazione e cooperazione al problema migranti. Ora, per colpa della propaganda da “campagna elettorale permanente” dei partiti populisti , abbiamo perso il nostro potere contrattuale e veniamo denigrati da quegli stessi Stati che prima avevano fatto come e peggio di noi: la Spagna aveva respinto gli immigrati dal Marocco con proiettili di gomma – 12 affogati-, la Francia, fino a qualche tempo fa, conservava nell’ordinamento il reato di soccorso agli stranieri che cercavano di valicare la frontiera e, insomma, altre cose di questo genere.

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Ma non finisce qui, non solo sul problema immigrazione ma anche su temi forse ancora più sensibili e spinosi agiamo in maniera avventata e incosciente. Qualche giorno fa Matteo Salvini è arrivato a dire che l’annessione della Crimea è stata legittima da parte della Russia dopo che quest’ultima, per rispondere alla rivoluzione di piazza Majdán in cui era stato spodestato il capo del governo filo russo Viktor Janukovyč, aveva inviato delle sue truppe in incognito nei territori orientali al confine per procedere all’annessione della regione. Annessione formalizzato con un referendum, capite voi, abbastanza fittizio.

Oltre all’evidenza dell’illecito, quello che vorrei sottolineare era che la rivoluzione osteggiata dal Ministro dell’interno, che l’ha definita come: falsa e finanziata da potenze straniere, era avvenuta in protesta per gli atti violenti della polizia e per il rifiuto, del capo del governo, di promulgare un atto di libero scambio e associazione politica con l’Unione Europea. Dunque, oltre a rivendicare qualcosa che assolutamente non ha nulla a che fare con il nostro paese in questo momento storico, Matteo Salvini ha implicitamente screditato il valore della Comunità europea nel suo insieme osteggiando in tale modo una rivoluzione in favore di quest’ultima.

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LA SERIE DI MANIFESTAZIONE PRESE IL NOME DI “EUROMAIDAN

Non capisco in verità che cosa possa servire all’Italia:

  • Riconoscere lecito un’avvenimento, l’invasione e l’annessione della Crimea, che la stessa Assemblea Generale dell’Onu ha dichiarato quale violazione del diritto internazionale con la ris. 68/262 affermando anche che il referendum non fosse valido in quanto viziato dalle circostanze.
  • Osteggiare l’Unione Europea facendosi cari personaggi come Trump e Putin che non vedono l’ora di smantellare la nostra Comunità – ricordiamoci che da soli siamo delle formiche in confronto a questi giganti-.

Smantelliamo anche l’ultima giustificazione introdotta da Salvini a riguardo della lecita dell’operazione ovvero il criterio culturale: secondo il Ministro, siccome la Crimea ha un passato più russo che ucraino, allora deve potersi avvalere del diritto alla autodeterminazione. Anche in questo caso, il diritto internazionale, prevede specifici requisiti per appellarsi a quest’ultimo diritto e la dottrina afferma come nessun gruppo etnico lo può rivendicare. Questo protegge anche la nostra di integrità territoriale, gli abitanti di Bolzano, ad esempio, non potrebbero richiedere l’annessione all’Austria affermando di essere un po’ più austriaci che italiani. Mi chiedo come sia possibile pensare che un’azione come quella in Crimea sia legittima quando, per una ragione simile, l’Iraq aveva attaccato il Kuwait annettendoselo e creando i presupposti della “Prima guerra del Golfo” in cui anche l’Italia aveva partecipato all’azione di difesa collettiva intrapresa dalle Nazioni Unite con la ris. 660/1990 in cui l’aggressione veniva definita come una “breccia alla pace e sicurezza internazionali“.

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Credo che il leader di Lega sia entrato in una sorta di circolo vizioso e che, il personaggio da lui costruitosi, lo obblighi a mantenere questa carica violenta e rivoluzionaria – “del cambiamento” insomma- che gli ha donato tanto successo ma che ora sta tanto danneggiando il paese che, dal mio punto di vista, ha bisogno di un Governo stabile, unito e rispettato.

Allo stesso modo di come muovo critica alle istituzioni così ritengono che sia necessario fare lo stesso con alcuni intellettuali come Saviano che, in qualche modo, si sono posti nella stessa condizione ad “aspettative crescenti” per cui il loro personaggio si nutre e alimenta di una polemica costante e continua. Lo stesso rivendico della figura di Beppe Grillo, per citarne un’altro.

Non credo infatti che sua vis polemica giovi in qualche modo all’Italia, delegittimare le istituzioni dando del “ministro della malavita” è una critica violenta e fine a se stessa, inutile in sostanza, ma che accende sicuramente i riflettori intorno alla figura di Saviano.

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Al posto di parlare del paese, ancora una volta, sia gli intellettuali che i politici hanno trasformato tutti i problemi in “questioni personali” alimentando le paure dei cittadini: Salvini creando un clima da invasione, Saviano da dittatura fascista.

La mia domanda è sempre la stessa: Cui prodest?