Siamo abituati troppo bene

Mi è capitato diverse volte di leggere commenti carichi d’odio i quali affermavano come non fosse vero che profughi e migranti scappassero dalla fame, dalla miseria e da condizioni umanamente degradanti. In molti di questi post vengono dette cose del tipo: “beh hanno tanti muscoli, di certo da dove vengono non stavano poi così tanto male…“. Ve lo giuro questo punto di vista è abbastanza ricorrente, infondo, ad un occhio poco attento potrebbe anche sembrare una vera e propria contraddizione.

Luca Zaia sui migranti

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Vorrei prendere il discorso “alla lontana”; fin da quando gli occidentali sono entrati in contatto con le popolazioni, definite “selvagge”, quelle degli aborigeni cacciatori-raccoglitori in Australia – per fare un esempio-, è quasi immediatamente sorto il mito del “buon selvaggio”. Rousseau ad esempio mostrava come queste popolazioni fossero sicuramente libere dalle “catene” imposte dai tabù e dagli schemi sociali. Filosoficamente parlando, queste popolazioni parvero agli illuministi del ‘700 come sicuramente più felici. Partendo dunque dal fatto che probabilmente la nostra società post-industriale è sicuramente una di quelle più infelici della storia delle organizzazioni umane – poichè rispecchia veramente poco il nostro passato di cacciatori-raccoglitori, insito nei geni del nostro DNA-, allo stesso vi sono diversi altri motivi per rivalutare il nostro passato da “selvaggi” – senza però cedere il passo ad una retrotopia, ovvero senza idealizzare il passato-.

Uno di questi motivi è il fatto che queste persone erano sicuramente più in forma e più in salute di noi sopratutto dal punto di vista alimentare. Vivendo di caccia e di raccolta avevano la possibilità di nutrirsi di differenti cibi – bacche, frutta, carne- ingerendo dunque tutti i micronutrienti e la vitamine necessarie alla crescita e al mantenimento del corpo. Al contrario di quanto si possa pensare, quando si dice che l’individuo medio vivesse attorno ai 35 anni, questa media tiene conto dell’altissima mortalità infantile; tolte le morti dei più piccoli gli individui che riuscivano a sopravvivere e a diventare adulti vivevano in media tra i 60 e gli 80 anni!

E’ proprio con la società agricola che i problemi sono sorti nell’alimentazione e anche riguardo le malattie che infatti, provengono per la maggiore da mutazioni di virus animali, quelli domestici come le pecore, le mucche e i vitelli – per dirne alcuni-. Da quando l’uomo ha iniziato a coltivare anche l’alimentazione ne ha risentito poichè infatti abbiamo iniziato a nutrirci quasi esclusivamente di carboidrati, quelli derivanti dalle coltivazioni. Con l’arrivo dell’epoca industriale l’uomo ha ridotto notevolmente le proprie capacità fisico-motorie diventando fiacco e poco energico: una donna della specie dei Neanderthal era molto più forte di un maschio medio odierno.

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Ritornando al presente, oggi ho avuto modo di aiutare due ragazzini, che poi mi hanno detto di essere algerini, a portare a casa la spesa poichè gli avevo visti in grande difficolta. Il più piccolo, di appena 12 anni, stava portando da chissà quanto tempo due casse intere si acqua per braccio tanto che ormai era d’un rosso peperone in faccia, l’altro, di 14 anni, portava una busta di cibo – quelle rinforzate che danno ad 1€ ai supermercati- con all’interno un’anguria intera da almeno 10 kg. Potrete pensare, come io del resto, che questo sia in qualche modo disumano e che i genitori dovrebbero essere riproverai per aver sottoposto a tale fatica dei ragazzini, se non bambini. Il fatto è che sforzi di questo genere sono alla norma del giorno nei paesi del terzo mondo dove la gente sta molto peggio che in Algeria per esempio.

Sfatando il mito che nella nostra società si stia più sani e in salute che in quei paesi dove il cibo scarseggia o, comunque, non vi sono tutte le leccornie che si trovano nei nostri supermercati voglio anche avanzare la riflessione per cui, ritengo, sia anche normale che molti migranti, soprattutto dell’Africa subsahariana, appaiano e siano, in effetti, più forti e in salute di noi fiacchi e pigri occidentali. Il fatto è che noi siamo abituati “troppo bene” rispetto al resto degli abitanti di questo mondo, le macchine fanno per noi il lavoro manuale e il grosso dello sforzo viene svolto dai macchinari. Pensate invece ad un individuo che fin dall’età di 6 o 7 anni è stato abituato a utilizzare la vanga per scavare solchi nel terreno ed altri impieghi che oggi definiremo “disumani”, credo che sia normale che il loro corpo appaia forte poichè si è adattato a questo tipo di sforzi fin dalla tenera età. 

Spesso i genitori ritengono che sia giusto ingozzare i propri figli perchè “devono crescere bene” e durante il periodo della crescita hanno bisogno di tanto cibo perchè appunto “stanno crescendo“. In realtà il nostro corpo non ne ha assolutamente bisogno anzi, tale dieta, produce delle cellule adipose, gli “adipociti“, che non se ne andranno mai dal nostro corpo ma resteranno lì in attesa di accumulare riserve di grasso e rendendoci più semplice prendere peso di coloro che in gioventù erano snelli ed atletici. Come un tempo si credeva che chi fosse abbronzato fosse necessariamente umile e povero, poichè la pelle più scura era tipica dei contadini che lavoravano sotto il sole, così oggi si crede che essere magri sia sintomo di malnutrizione e di povertà. In realtà il nostro corpo nasce per correre per lunghe distanze, per stancare le “prede” come fanno i grandi felini che, seppur corrano più lentamente, riescono a coprire distanze più lunghe riuscendo alla fine a catturare la cacciagione.

Oggi pensiamo che essere magri e tonici sia la conseguenza di attività svolte nel tempo libero come la corsa o la palestra, in realtà essere tali è scritto nel nostro DNA e tale conformazione la si ottiene semplicemente vivendo in maniera “più naturale”. Non per forza bisogna vivere nell’opulenza per avere i muscoli, non per forza bisogna essere iscritti in palestra o avere l’abbonamento per nuotare in piscina. Svolgere attività manuali e nutrirsi con una corretta alimentazione, che non significa mangiare un kg di pollo come fanno i culturisti ma assumere legumi e cerali – per dirne una-, è molto più importante che praticare specifiche attività sportive. Non bisogna nemmeno nutrirsi di quantità industriali di carne, di cui è dimostrato l’effetto cancerogeno a lungo andare, quando fin da piccoli si è abituati a tenere in allenamento i nostri muscoli. Le esagerazioni, poi, lasciamole ai veri e propri “casi umani”.