Italia fascista, Italia populista

BREVE INTRODUZIONE

Credo che delegittimare le istituzioni di una democrazia sia la via prima verso tutto ciò che c’è di autoritario, credo che non si debba gridare al lupo prima che almeno una pecora non venga sbranata, credo che non si debba confondere il comunismo con la social-democrazia, il nazionalismo con la dittatura e il populismo con il fascismo. Eppure sono allo stesso modo strenuamente convinto che, se una pecora sparisce, non si debba attendere di rinvenire il cadavere, ormai putrefatto, in un fosso. La storia insegna che le politiche accomodanti non frenano ma, piuttosto, ritardano il compiersi degli eventi rimandando in un futuro prossimo quanto sarebbe oggi accaduto. Se quindi gridare al lupo, al fascio, quando questi non v’è è assolutamente sbagliato poiché rischia di alimentare l’istinto di sopravvivenza di una minoranza violenta che, trovandosi discriminata potrebbe decidere di radicalizzarsi verso l’uso di mezzi non più pacifici e legali; allo stesso modo quando compaiono i bastoni non dobbiamo aspettare che la scure meni la botta finale.

Per questo motivo ora è quanto mai necessario stroncare sul nascere ogni presagio di razzismo, violenza e discriminazione. Per questo motivo occorre opporsi fermamente al cammino intrapreso negli ultimi mesi dalla nostra cara Italia e per fare ciò occorre, in primo luogo, riportare alla mente la Storia, magister vitae – maestra di vitaVedete il fascismo si cela tra le parole non dette, nei taciti accordi, negli atteggiamenti contraddittori. Vediamo quindi quali sono tutti quei presagi che fanno supporre il ritorno del “fascismo eterno” –questo articolo sarà lungo e forse, fazioso, ma vi prego di leggerlo fino in fondo, ne va della libertà di ciascuno di noi:


ECONOMIA

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Questa immagine risale al 6 giugno 1919 e venne pubblicato su “Il Popolo d’Italia“. Ci concentriamo sui punti

  • b) Noi vogliamo: I minimi di paga.
  • f) Noi vogliamo: Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sull’invalidità e sulla vecchiaia, abbassando il limite di età preposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.

Da una parte il cosiddetto “salario minimo“, dall’altra la “quota 100” e  “l’opzione donna” che permetteranno di andare in pensione rispettivamente a 64 anni (dai 67) per gli uomini e fino a 57-8 anni per le donne (sempre dai 67 anni). A questo aggiungiamo il famoso “reddito di cittadinanza” che si pone sulla stessa scia dei provvedimenti già citati.

Dal 1919 ci spostiamo di qualche anno, esattamente a dopo ottobre 1922 – il mese della Marcia su Roma-, al primo governo fascista, quello antecedente alla “legge acerbo” e al “delitto Matteotti” – per intenderci-. Contrariamente a quanto si pensi il fascismo, come il nazismo poi, non furono un movimento e partito contro l’élite economica del paesi bensì ne furono i più grandi complici. Così, infatti, appena questi movimenti si accorsero della necessità di un appoggio esterno non esitarono a scendere a patti con i capitalisti. Parlando nel merito del fascismo, le ronde delle camicie nere non erano rivoluzionarie bensì reazionarie, con il fine di mantenere lo status-quo attraverso la coercizione violenta degli scioperi operai e contadini. Quando poi Mussolini giunse al potere, prima della crisi del ’29 e dunque nel corso del primo ventennio, face tutta una serie di riforme liberali orientate verso il principio del Laissez-faire – lascia fare-,  dunque incentivando l’economia dalla parte della produzione attraverso la riduzione delle tasse e della spesa pubblica favorendo l’iniziativa privata. lo stesso sta avvenendo per mezzo del “Governo del cambiamento”: la flat tax, l’eliminazione del “bonus cultura“: “Vale 200 milioni meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe” (Alberto Bonisoli)-. Come dire: facciamo innamorare i ragazzi della cultura così che comprino libri al posto di scarpe iniziando con dei tagli all’educazione, mi sembra un controsenso. Il fatto è che il più grande nemico di un regime è la cultura, il più grande alleato è l’ignoranza mentre la scusa è il lavoro! In fondo tutto si può e si deve sacrificare per l’economia, al fine di trovare lavoro si è disposti al più becero sfruttamento perchè infondo “ARBEIT MACHT FREI” – il lavoro rende liberi- però, aggiungo, ci rende liberi di scegliere ma, che cosa scegliere, spetta a noi. Nel Italia fascista la miope ignoranza del popolo ha deciso di vivere sotto leggi razziali, sotto la censura, la repressione e nella dittatura.


POLITICA INTERNA/ESTERNA

Il fascismo veniva per la prima volta democraticamente eletto nel 1921, parte della coalizione dei “blocchi nazionali” che complessivamente prese circa il 20%. Essa aveva come proprio leader Gentile e come stemma il “fascio” ed era una unione delle forze di estrema destra e/o nazionaliste -curioso che il fascismo inizio la sua scalata al potere proprio da questa percentuale di consenso, curioso rispetto ai fatti odierni in cui la Lega ha ottenuto circa il 19%-. Successivamente tra il 1922-4 il fascismo sfrutto la sua posizione privilegiata al governo per poter aumentare i suoi consensi e così, in poco più di un anno, Mussolini ottenne più del 64%. Tutto questo grazie ad un clima elettorale sempre più di violenza e polarizzato. Oggi è quanto sta avvenendo con la Lega il cui leader, Matteo Salvini, pare essersi scordato di non essere più in campagna elettorale creando una sorta di vortice nei toni del dibattito politico tanto da arrivare a esasperare gli stessi alleati di governo i 5 stelle. Oggi il Primo ministro Conte, riguardo il progetto costituzionalmente illegale di censire etnicamente la comunità Rom, affermava:

Questa è veramente troppo, supera ogni limite

La tattica di Salvini rimane però vincente infatti il Ministro dell’interno, che non aveva fino a qualche tempo fa i numeri per governare, vede il suo partito raccogliere consenso ogni giorno di più in maniera esponenziale. Matteo altro non vuole che tornare ad elezioni il prima possibile, egli ha colto bene l’occasione di sconfiggere il principale concorrente al potere finendo per sfruttare questo falso “Governo del cambiamento” come una gigantesca “macchina elettorale” tentando, più che riforme nel lungo periodo, delle azioni ad effetto – come chiudere i porti per una sola imbarcazione, nel frattempo ne sono sbarcate molte altre di cui non si parlerà però-  con lo scopo di crescere il prima possibile di consenso per poi andare ad elezioni fin tanto che il vento soffia nella giusta direzione. A Salvini, ripeto, non interessa di governare, almeno per ora. Il leader di Lega altro non vuole che rafforzarsi e diventare il primo partito del paese. Dopo il caso “Aquariusla Lega ha superato i cinque stelle e si attesta al 29,2% (ben 10 punti % in più rispetto a qualche mese fa). Risultato ottenuto, ripeto, senza alcun miglioramento concreto del Paese poichè, ad oggi, non è stata varata ancora alcuna riforma. Come fece Hitler e, prima, Mussolini stesso, Salvini sta utilizzando la democrazia stessa al suo scopo, quello di ottenere potere attraverso l’ignoranza delle persone e la manipolazione del consenso.

Vediamo alcuni temi ricorrenti di ieri ed oggi:

  1. Vittoria mutilata: l’azione economica fondata sulla concorrenza viene considerata una guerra condotta, però, attraverso mezzi pacifici. Come si diceva che l’Italia non aveva ottenuto alcun beneficio dal “Patto di Londra” a seguito della vittoria nella 1° Guerra Mondiale così oggi si dice che l’Italia è stata sfruttata e tradita dopo l’adesione al Trattato di Maastricht sull’Unione Europea. L’Italia è stata ingannata dai suoi alleati europei non più sul piano bellico ma su quello economico ed a livello di opinione pubblica, il fatto che non si tratti di una guerra ma, bensì, di disoccupazione, perdita di posti di lavoro, povertà e disuguaglianza poco conta gli effetti di incitamento all’odio verso la comunità internazionale degli Stati europei è stata la medesima. Tra l’altro si diceva nel Ventennio che gli altri Paesi europei volevano evitare all’Italia di espandersi e prosperare economicamente come avevano fatto loro stessi -Francia, Germania, Olanda, Inghilterra…- in Africa.
  2. Rifiuto delle regole di diritto internazionale, uscita dalle comunità internazionali: l’Italia nel 1937 se ne usciva dalla Società delle Nazioni e, dal balcone di Piazza Venezia, Mussolini esordiva con queste parole:

    Abbiamo voluto, durante lunghi anni, offrire al mondo uno spettacolo di inaudita pazienza. Non avevamo dimenticato e non dimenticheremo l’obbrobrioso tentativo di strangolamento economico del popolo italiano perpetrato a Ginevra”

    Ritornando al punto primo e collegando il tutto con l’attualità, non sembra molto distante dal pensiero di Salvini e del ministro Savona riguardo all’Unione Europea, se Lega nel prossimo governo avrà una maggioranza più amplia non credo che la cosiddetta Italexit si potrà evitare.

  3. φαρμακός: Una delle caratteristiche peculiari del fascismo è quella di individuare un capro espiatorio, un nemico sia interno che esterno contro cui rivolgere la propria propaganda e tramite il quale compattare il popolo e stimolare lo spirito di cameratismo tra la gente. Inoltre la caratteristica di questo avversario è di essere infimo, debole ma potente allo stesso tempo. Così gli ebrei venivano definiti come una sottospecie della razza umana i quali, all’interno dello Stato, mendicavano e vivano di furti e rapine – occasionalmente stuprando qualche italica donna-. All’esterno però, secondo la logica del “molti nemici, molto onore” e del “più forte è l’avversario più grande sarà la mia vittoria”, gli Ebrei erano visti come pericolosi esponenti di una sorta di comunità sovra-statale politica e finanziaria che, secondo la logica del complotto sionista, tirava le fila degli avvenimenti in tutto il mondo. Il tema del φαρμακός si può facilmente ritrovare oggi nella figura del “migrante” il quale nella dimensione intra-statale è l‘immigrato clandestino che ruba lavoro agli italiani e commette piccoli crimini, spaccio, furti e stupri – soprattutto stupri-. All’esterno però il migrante assume una dimensione contraria ed opposta. La propaganda populista dipinge questa gente come il mezzo, il tramite e il collegamento ai poteri forti, alle multinazionali e alle Ong che si arricchiscono a discapito del popolo italiano e, dunque, diventano i veri nemici esterni.
  4. Il partito unico: in quanto unica e vera espressione del popolo, il fascismo mise al bando ogni altro partito  con le leggi fascistissime, nello specifico il 6/11/1926 venne decretato lo scioglimento di tutti i partiti e associazioni non appartenenti al regime. Siamo ovviamente ancora ben lontani da questa possibilità ma la frase di Luigi di Maio: “noi siamo lo stato” – indicando i suoi fedelissimi e il Partito 5 stelle- appare essere sulla giusta strada (se vuoi approfondire cfr. articolo).

PER CONCLUDERE…

So bene che molti di voi saranno profondamente contrari a quanto detto, sei ipocrita a pensare l’opposto. Vi invito però ad un’ultima riflessione in merito. Pensate ora di avere una lista della spesa della Storia e scrivere tutti questi punti uno di seguito all’altro senza aggiungere alcuna interpretazione. Credo che anche il più convinto, il più sicuro nella bontà delle azioni di questo Governo sarebbe obbligato a constatare il numero impressionante di parallelismi e somiglianze. Perciò forse, un po’ come fece Mussolini nei riguardi del “delitto Matteotti”, dove si assunse la responsabilità morale di quanto avvenuto:

Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi

Così forse dovrebbe essere intesa, con le giuste differenze, la frase di Giuseppe Conte nei riguardi di quella corrente politica che tanta violenza e odio verso le istituzioni ha creato in questi anni, il populismo:

Se il populismo è l’attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente se ‘anti-sistema‘ significa mirare a introdurre un nuovo sistema, che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni

Che sia il finale compimento di un processo politico nel quale Movimento e Lega, nate dalla frustrazione del popolo per lo status-quo, hanno finalmente accettato la loro natura populista senza riserve? Precedentemente “populismo” era un termine ad accezione negativa posto dalle altre forze politiche, ora che invece i due partiti hanno ottenuto la necessaria forza elettorale non hanno più riserve in merito poichè finalmente possono esprimere la loro vera natura. Vorrei però ricordarvi che accettare di essere “populisti” vuole anche dire accettare di essere per l’appunto “anti sistema”. C’è però da dire che storicamente parlando tutte le forze che si sono definite tali volevano stravolgere l’intero status quo a partite appunto della forma di governo, il che equivale a dire di voler andare contro la costituzione e la democrazia stessa che sono i rappresentanti di “quel sistema“. Se infine volessimo andare oltre e dare un peso a tutte queste somiglianze di fatti tra fascismo e populismo allora, l’annuncio di Conte assumerebbe un peso ed una gravita senza precedenti dalla nascita della Repubblica, settantadue anni fa.